Superare la sindrome del giaguaro
Anche ieri sera Matteo Renzi, intervenendo alla festa del Pd di Bologna, ha confermato che la sua prossima tappa nel percorso scelto per conquistare il centrosinistra si chiama segreteria del Pd. La traiettoria di Renzi, lo sappiamo, presenta diversi punti di fragilità e diversi elementi contraddittori, e non c’è dubbio che il sindaco viva nel paradosso di piacere a molti dei suoi nemici storici proprio perché il Rottamatore oggi è meno renziano di qualche tempo fa. Eppure, all’interno di questa cornice, bisogna ammettere che un Pd a guida renziana, qualora dovesse sbarazzarsi del vecchio partito a vocazione minoritaria, sarebbe un partito che offrirebbe una reale speranza di civiltà.
19 AGO 20

Anche ieri sera Matteo Renzi, intervenendo alla festa del Pd di Bologna, ha confermato che la sua prossima tappa nel percorso scelto per conquistare il centrosinistra si chiama segreteria del Pd. La traiettoria di Renzi, lo sappiamo, presenta diversi punti di fragilità e diversi elementi contraddittori, e non c’è dubbio che il sindaco viva nel paradosso di piacere a molti dei suoi nemici storici proprio perché il Rottamatore oggi è meno renziano di qualche tempo fa. Eppure, all’interno di questa cornice, bisogna ammettere che un Pd a guida renziana, qualora dovesse sbarazzarsi del vecchio partito a vocazione minoritaria, sarebbe un partito che offrirebbe una reale speranza di civiltà. La prima scommessa che Renzi dovrà vincere per arrivare a questo obiettivo è quella legata al suo rapporto con il governo e il sindaco dovrà dimostrare che il suo Pd è in grado di portare avanti un’operazione simile a quella realizzata nel 2005 dalla Merkel: dimostrare che una grande coalizione può essere non solo “il governo che non volevo” (citazione Enrico Letta) ma anche un’occasione per (a) regalare al paese molte riforme che nessuno è riuscito a fare negli ultimi anni e (b) aiutare il proprio partito a trovare all’interno di questa strana maggioranza una identità più solida e persino più indipendente.
Lungo l’itinerario, naturalmente, saranno molte le sirene che proveranno a portare Renzi su una strada diversa rispetto a quella scelta tempo fa, quando il Rottamatore promise di voler rompere con la sinistra capace di tenere insieme le tessere del suo puzzle solo attraverso l’uso ossessivo dell’antiberlusconismo. La partita del prossimo segreterio però si gioca proprio attorno a questo punto ed è evidente che se Renzi vorrà davvero raggiungere il suo obiettivo dovrà essere abile a non farsi strozzare, per esempio, dall’improvviso abbraccio offerto dai vecchi nemici di Rep. Rottamare De Coubertin, l’idea cioè che l’importante non è vincere ma partecipare, significa questo. E se Renzi vorrà cambiare la sinistra dovrà partire da qui, e dovrà spiegare ai suoi compagni di partito che ci si può girare attorno quanto si vuole ma senza una pacificazione reale del paese anche il Pd non riuscirà mai a superare la sindrome del giaguaro.